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Transcript

1: L’uno, una cosa unica e irripetibile.Dopo l’Unità è stato anche usato per definire l’Italia.

2: A' piccerella.La bambina.

3: A' jatta.La gatta.

4: ‘O puorco.Il maiale, inteso sia come animale che come uomo poco gentile.

5: ‘A mana.La mano.

6: Chella ca guarda ‘nterra.La cosa che guarda a terra, indicazione delle parti intime femminili.

7: ‘O Vaso.Il vaso.

8: A’ Maronna.La Madonna.

9: ‘A figliata.La figliata, figli nati da una stessa gravidanza.

10: ‘E fasule.I fagioli.

11: ‘E suricille.I topipiccoli, di campagna.

12: ‘O surdate.Il soldato.

13: Sant’Antonio, inteso come Sant’Antonio da Padova

14: ‘o mbriaco.L’ubriaco, inteso come molesto ma anche quello ilare.

15: ‘o guaglione.L’adolescente o il ragazzo.

16: ‘O cul.Il culo o il sedere, principalmente riferito come “Un colpo di fortuna”

17: ‘Adisgrazia.La disgrazia, abbinata all’antico pensiero che il 17 fosse un numero sfortunato, perché tradotto in numeri romani, e letto in latino il suo significato era: Morte

18: ‘O sanghe.Il sangue.

19: ‘A resata.La risata molto forte.

20: ‘A festa.La festa, sia religiosa che popolare.

21: ‘A femmena annura.La donna nuda, simbolo non di pensieri sconci, ma della bellezza molto accentuata.

22: ’O pazzo.Il pazzo, inteso non come il matto da curare, ma colui che compie azioni folli.

23: ‘O scemo.Lo scemo, inteso anche come persona molta ingenua.

24: ‘E gguardie.Le guardie,intese come guardie carcerarie, ma anche come i poliziotti della polizia penitenziaria.

25: Natale.

26: Nanninella.Nome proprio derivante da Anna, madre della Vergine Maria.

27: ‘O cantero.Il vaso da notte.

28: ‘E zizz.Il seno o le mammelle di donna innanzitutto, ma anche di animali.

29: ‘O pate d’e criature.Il padre dei bambini, utilizzato anche per indicare l’organo riproduttivo maschile.

30: ‘E ppalle d’o tenente.Le munizioni o anche colpi di pistole, la traduzione letteraria è le munizioni del tenente.

31: ‘O padrone ‘e cas.Il padrone della casa in affitto.

32: ‘O capitone.L’anguilla femmina, un piatto tipico, cucinato nel periodo di natale nella città di Napoli e nei suoi comuni.

33: L’anne ‘e Cristo.Gli anni di Gesù Cristo, quando morì in croce.

34: ‘A capa.La testa.

35: L’aucelluzz.L’uccellino.

36: ‘E castagnelle.Le castagnette,che si riferiscono alla versione popolare delle nacchere spagnole.

37: ‘O monaco.Il prete o il monaco con la tunica ordinato.

38: ‘E mmazzat.Le mazzate, le percosse.

39: ‘A funa n’ganna.La corda al collo, ossia l’impiccagione.

40: ‘A paposcia.Questa è il nome per identificare l’ernia inguinale, riferito più che altro al sesso maschile.

41: ‘O curtiello.Questo sta per indicare solo il coltello come arma e non quello da tavola.

42: ‘O caffè.La bevanda più amata dai napoletani che ne sono maestri, il caffè.

43: ‘Onna pereta fore ‘o barcone.Letteralmente, Donna Pereta affacciata al balcone, un’immagine utilizzata per descrivere una donna pettegola e facente parte del popolo.

44: ‘E ccancelle.Le carceri.

45: ‘O vino buon.Il vino buono.

46: ‘E denare.Il denaro inteso più come moneta che come banconote.

47: ‘O muort.Il morto, si rifà principalmente a un parente o un conoscente defunto da poco tempo.

48: ‘O muorto che parla.Il morto che parla e colui che nella tradizione popolare può dare i numeri vincenti, portare consiglio.

49: ‘O piezzo e carn.Il pezzo di carne, non inteso come un taglio da macelleria, ma come l’espressione per intendere una donna con un corpo prosperoso e bello da vedere.

50: ‘O ppane.Il pane, un alimento immancabile a tavola.

51: ‘O ciardino.Il giardino.

52: ‘A mamm.La mammauna delle figure più importanti, tenere e consolatrici nel mondo della smorfia.

53: ‘O viecchio.Il vecchio inteso in senso positivo come un anziano saggio e in grado di fornire consigli.

54: ‘O cappiello.Il cappello, segno una volta di soldi e benessere.

55: ‘A museca.La musica, considerata principalmente la musica popolare, quella delle feste patronali e di piazza.

56: ‘A caruta.La cadutao l’atto del cadere a terra, solitamente in maniera divertente ed esilarante.

57: ‘O scartellato.Il gobbo. Nella superstizione in generale si dice porti fortuna se si tocca la sua gobba.

58: ‘O paccotto.Il pacco. Può essere un pacco della posta, o un pacco imballato.

59: ‘E pil.Ipelimaschili, considerati principalmente come un vanto maschile e virile.

60: ‘O lamiento.Il lamento o l'atto di lamentarsi, per un avvenimento serio.

61: ‘O cacciator.Il cacciatore.

62: ‘O muorto acciso.Una persona morta assassinata.

63: ‘A sposa.La sposa, dunque la ragazza che diviene donna e crea una famiglia.

64: ‘A sciammeria.La giacca per gli eventi e le cerimonie.

65: ‘O chianto.Il pianto, di rammarico vero e dolore.

66: ‘E doie zetelle.Letteralmente le due nubili, comunque “zitelle” e dunque anziane mai sposate.

67: ‘O totaro int’a chitarra.Il totano nella chitarra, quest’espressione è esplicitamente rivolta all’atto sessuale tra uomo e donna.

68: ‘A zuppa cotta.La zuppa cotta è un alimento che denotava la classe operaia e quella povera.

69: Sott’e ‘ncoppa.Il sottosopra, come il numero 69 appare, rappresenta una chiara allusione sessuale.

70: ‘O palazzo.La casa in cui si risiede, di proprietà.

71: L’omm ‘e mmerda.L’uomo di m*, inteso come una persona di cui non ci si può fidare, che ha fatto un torto.

72: ‘A maraviglia.La meraviglia.

73: ‘O spitale.L’ospedale.

74: ‘A rotta.La grotta, in particolare s’intende quella in cui nacque Gesù.

75: Pullecenella.Pulcinellafigura carnevalesca, simbolo della città Napoletana, considerato anche un buon portafortuna.

76: ‘A funtana.La fontana, come l’acqua metafora della vita.

77: ‘E riavulille.I diavoletti.

78: ‘A bella figliola.La prostituta.

79: ‘O mariuolo.La persona disonesta o il ladro.

80: ‘A vocca.La bocca.

81: ‘E sciure.I fiori.

82: ‘A tavula ‘mbandita.Il banchetto, inteso come desiderio di chi vive nella povertà.

83: ‘O maletiempo.Il mal tempo.

84: ‘A cchiesa.La chiesa come edificio e non come dogma.

85: L’aneme ‘o priatorio.Il purgatorio e le sue anime.

86: ‘A puteca.Il negozio ma più precisamente la bottega, come un negozio di alimentari.

87 : ’E perucchie.I pidocchi, segno di sporcizia ma anche di povertà.

88: ‘E casecavalle.I caciocavalli, ma spesso riferito anche al seno della donna.

89: ‘A vecchia.La vecchia, una donna anziana.

90: ‘A paura.La paura.