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PRIME FIABE E FILASTROCCHE

Illustrate daAnna, Lisa, Enrico e Luca Menoncello

Centenario della nascita di Gianni Rodari

di Gianni Rodari

Il fieno è falciatoil cacciatore ha sparato,l’autunno è inaugurato:Il grillo si è muratonella tomba in mezzo al prato.

Autunno

Carnevale in filastrocca, con la maschera sulla bocca, con la maschera sugli occhi, con le toppe sui ginocchi: sono le toppe d’Arlecchino, vestito di carta, poverino. Pulcinella è grosso e bianco, e Pierrot fa il saltimbanco. Pantalon dei Bisognosi “Colombina,” dice, “mi sposi?”

Carnevale

Gianduja lecca un cioccolatino e non ne da niente a Meneghino, mentre Gioppino col suo randello mena botte a Stenterello. Per fortuna il dottor Balanzone gli fa una bella medicazione, poi lo consola: “È Carnevale, e ogni scherzo per oggi vale.”

Filastrocca del ferroviere,che bellissimo mestiere,stare in treno tutto il giornoper l’Italia andare attorno.E’ un bel mestiere, non dico di no,sempre a spasso, ma però,quando di notte tu stai nel tuo lettoio vado in giro a bucare il biglietto.

Filastrocca del ferroviere

Ferroviere, che bel lavoro,sul berretto due righe d’oro,chiamare per nome paesi e stazionicome simpatici amiconi.Ma se il mio bambino chiama “papà”,io sono sempre in un’altra città

Filastrocca di primavera,come tarda a venire la sera.L'hanno vista ferma in un pratodove il verde è rispuntato,un profumo di viole in fiorel'ha trattenuta un paio d'ore,ha perso tempo lungo la viapresso un cespuglio di gaggia,due bimbi con un tamburo di lattahanno incantato la sera distratta.Adesso è tardi, lo so bene:ma però la sera non viene.

Filastrocca marzolina

Filastrocca settembrina,già l’autunno si avvicina,già l’autunno per l’aria volafin sulla porta della scuola.Sulla porta c’è il bidello,che fischietta un ritornello,poi con la faccia scura scuraprova la chiave nella serratura,prova a suonare la campanella…Bambino, prepara la cartella!

Il bidello

Lunedì si svegliò.Martedì sbadigliò.Mercoledì si stirò.Giovedì si allungò.Venerdì si riposò.Sabato si addormentò.La domenica russò.

Il dormiglione

Filastrocca del mese di giugno,il contadino ha la falce in pugno:mentre falcia l’erba e il granoun temporale spia lontano.Gli scolaretti sui banchi di scuolahanno perso la parola:apre il maestro le pagellee scrive i voti nelle caselle…

Il mese di giugno

“Signor maestro, per cortesia,non scriva quel quattro sulla mia:quel cinque, poi, non ce lo mettasennò ci perdo la bicicletta:se non mi boccia,glielo prometto,le lascio fare qualche giretto”.

Ho girato mezzo mondocon la cazzuola e il filo di piombo,ho fabbricato con le mie manicento palazzi di dieci piani:tutti in fila li vedo quae mi fanno una grande città.Ma per me e per la mia vecchianon ho che questa catapecchia.

Il vecchio muratore

Sono di legno le pareti,le finestre non hanno vetrie dal tetto di paglia e di lattapiove in tutta la baracca.Dalla città che ho costruito,non so perchè sono stato bandito.Ho lavorato per tutti:perché nessuno ha lavorato per me?

In città non canta il galletto,è il primo tram che ti sveglia nel letto.In tuta azzurra sul primo tranvaivanno in fabbrica gli operai.Secondo tram, l’impiegato stataleva in ufficio leggendo il giornale.Terzo tram, che confusione:gli scolari non san la lezione!E tra l’una e l’altra fermatala ripassano di volata.

Il tram di città

Filastrocca solitaria,voglio fare un castello in ariapiù su delle nubi, più su del ventoun castello d’oro e d’argento.Con una scala ci voglio salireper sognare senza dormiree su un cartello farò stampare:“le cose brutte non possono entrare…”o filastrocca solitariasi starà bene lassù nell’aria:ma se un cartello scritto cosìlo mettessimo anche qui?

Filastrocca solitaria

Portinaia che fai sul portone?- Io conto tutte le persone.Con la scopa tengo a badai cani e i gatti della contrada.Giorno e notte, in ogni momento,faccio la guardia al casamento:se la sua pace qualcuno minaccia,io gli sbatto la porta in faccia.

La portinaia

Filastrocca della domestica,la padrona è tanto bisbetica.Tutte le cose le vanno storte:- Non sono lucide le porte,sono sporchi i pavimenti,sono scuri gli ori e gli argenti,i bicchieri sono bagnati,i mobili sono impolverati,le finestre non sono pulite,le forchette arrugginite,

La servetta

le camicie mal stirate,le calze non si sono asciugate,si sono rotte le scodelle,non hanno il buco le ciambelle,il riso è crudo,la torta è bruciata…!La servetta è disperata.

Filastrocca per lo stagninoche bolle l’argento nel pentolinoe prepara la medicinaper i malati di cucina.È il dottore delle padelle,le fa brillare come stelle.È il professore dei paioli,li fa splendere come soli.Il suo ospedale privatoce le ha sulle pietre del selciato.

Lo stagnino

Filastrocca tutta vera.Il mattino non è la sera,il mezzogiorno non è mezzanotte,le uova crude non sono cotte,la frutta acerba non è matura,la cosa incerta non è sicura,la cosa sicura sapete qual è?Che chi fa da sé non fa per tre:chi fa da sé fa solo per unoe tante volte non fa per nessuno.Se siete tutti siete in tanti,filastrocca per tutti quanti.

Filastrocca per tutti quanti

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